La storia di Frangetta Mix

La Storia di
Frangetta Mix

Un racconto di Attilio Attilieni

Episodio 1 - Il Viaggio

“Frangetta Mix” è stata la prima scarpa di Lelli Kelly. La sua eccezionalità non è dovuta soltanto a questo ma anche, e soprattutto, al fatto di essere stata la prima a comparire in televisione. Le cose, però, non dovevano andare in questo modo. In altre parole Frangetta Mix non doveva essere la prima scarpa di Lelli Kelly, e nemmeno la prima a comparire in televisione.

 

Ma procediamo con ordine.

 

Tutto ebbe inizio nel Febbraio del ‘93, quando presi il volo per Miami, accompagnando una variegata comitiva di clienti provenienti da ogni regione italiana. Avevano il compito di credere nel debutto televisivo di Lelli Kelly comprando più scarpe possibili, o almeno così speravo.

 

In quel momento, Frangetta Mix ancora non esisteva. Esistevano, invece, lunghe ore passate in aereo e imbarcarsi era l’unico obiettivo di tutti noi. Tuttavia, sebbene la Costa Classica ci aspettasse nel porto, dondolandosi agli ormeggi, apparve chiaro fin da subito che le cose non sarebbero filate lisce.

 

Un gruppo di italoamericani, ben più sostanzioso del nostro, aveva monopolizzato le attenzioni e i servizi del personale della maestosa nave da crociera e fu dopo qualche peripezia, e nuove attese, che riuscimmo a salire a bordo e sistemarci nelle cabine.

 

Di lì a poco, sotto di noi il mare iniziò a dare segni di irrequietezza, anche se nessuno poteva ancora prevedere quello che sarebbe successo. Il mattino seguente, mentre la Costa Classica puntava verso le Isole Vergini, e il mare diventava sempre più irrequieto, era prevista la presentazione del nuovo progetto di Lelli Kelly.

 

Si sarebbe svolta nella grande Sala Conferenze della nave e avrebbe annunciato che Lelli Kelly stava per andare in televisione con il primo e, in quel momento unico, dei suoi prodotti: una pantofola a forma di bambola.

 

L’idea, così innovativa, era stata di Mariella, mia moglie, che l’aveva concepita mettendo insieme libri di fiabe, orsetti e bambole di stoffa e adattandoli alla moda del momento, le pantofole di peluche. Un bel mattino, nel suo ufficio, dopo che avevamo deciso di dar vita a Lelli Kelly, sepolta da pile di libri, aveva detto:

 

- Sarebbe bello iniziare con una collezione di pantofole a forma di bambola. Sai che le bambole col viso di stoffa, come le facevano una volta, stanno tornando di moda? Sono rare e si vendono solo nelle cartolerie. -

 

Mi convinse subito e nelle nostre intenzioni proprio una simpatica pantofola con le sembianze di un’antica bambola di stoffa avrebbe dato il via alla stagione televisiva di Lelli Kelly.

 

Per presentarla seguii una mia idea: la pantofola-bambola, con il suo vestitino di trine, pizzi e merletti, sbucando da un improvvisato teatrino, avrebbe parlato di sé, dei suoi progetti, e chiesto di essere acquistata con la promessa di inaugurare il ciclo televisivo di Lelli Kelly.

 

Da un lato le cose si svolsero come le avevo immaginate: i clienti entrarono in sala, sedettero in modo ordinato, anche se alcuni iniziarono ben presto a dare segni di disagio, il teatrino aprì le tende e lo spettacolo che ne seguì ottenne una moderata attenzione.

 

Dall’altro, proprio nel momento in cui la pantofola-bambola prometteva vendite record, la tempesta che agitava le acque del Mar dei Caraibi raggiunse l’apice e i clienti iniziarono a guardarsi attorno in cerca dei bagni.

 

Ma la pantofola-bambola, con ammirevole senso di responsabilità, ignorò chi era impegnato a tenersi lo stomaco con le mani e promise quello che doveva promettere: una grande campagna pubblicitaria sulle reti Mediaset, con lei come protagonista.

 

Terminata la riunione, rientrati i più dai bagni, dopo frettolosi saluti il gruppo si sciolse per precipitarsi nelle rispettive camere, o ai parapetti, con i visi pallidi e le lingue penzoloni.

 

La presentazione del debutto televisivo di Lelli Kelly era, ovviamente, passata in secondo piano.

Episodio 2 - Il Suggerimento

Lasciai la Sala Conferenze senza rimpianti e mi diressi verso il ristorante insieme a Mariella. Il mare sembrava essersi impietosito e l’idea di mettere qualcosa sotto i denti non appariva più così scandalosa.

 

Prima della grande scala a chiocciola al centro della nave, vicino al banco dei gelati, incontrammo Di Ricco con la moglie Sara. Le signore andarono avanti, gli uomini rimasero indietro e Di Ricco mi prese sottobraccio con fare amichevole.

 

Era il più importante cliente pugliese e si capiva non solo dalla pancia che strabordava sopra la cintola, ma anche dall’aria imponente con cui incedeva. Mi irrigidii. Che stesse per chiedermi uno sconto? A tutti gli effetti, quel gesto familiare non faceva parte del personaggio.

 

- Senti a me, - grugnì - la pubblicità sì che la devi fare, ma non su quella simpatica pantofola-bambola. -

 

Tirai un sospiro di sollievo: no, non si sarebbe parlato di sconti.

 

- Sulle scarpe normali, quelle sì. Noi clienti sappiamo che le venderemo, in un modo o nell’altro. Con quelle pantofole-bambole, che sono un po’ troppo innovative, non potrai ottenere il grosso programma di ordinativi che ti serve. La televisione la dovrai pur pagare, giusto? -

 

Inciampai. Qualche passo ancora avanti e presero a ronzarmi le orecchie. Se quello era l’effetto che aveva fatto la presentazione e l’annuncio del programma televisivo nella Sala Conferenze… beh, soldi buttati al vento. O forse, in quel caso, in mare. Di Ricco non se ne accorse e andò dritto per la sua strada:

 

- E poi ce ne sono tante di pantofole, il primo che passa ce le offre, di tutti i tipi e di tutti i colori. Dammi retta, ci vuole qualcos’altro, qualcosa in più. -

 

Il ronzio alle orecchie cessò e potei osservarlo meglio. Parlava con convinzione. Azzardai un tentativo di difesa:

 

- Non abbiamo preparato una linea di scarpe vere e proprie per Lelli Kelly, e non so se saremo in tempo a farlo. E in ogni caso, che tipo di scarpe dovrebbero essere? -

 

- Ah… ginnastica di sicuro, oggigiorno si mettono questo tipo di scarpe anche per le comunioni. -

 

- E se pure avesse ragione, - pensai con sgomento - dove la trovo adesso una linea di scarpe da ginnastica per Lelli Kelly? -

 

- Dai retta a me, - ripeté guardandomi con la coda dell’occhio - hai indovinato tutto, fuorché il prodotto! -

 

Inciampai di nuovo.

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